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Consorzio Vini DOC Colli Piacentini

La vitivinicoltura piacentina e il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini

Testimoni illustri

Affermare che Piacenza è "Terra di vini" da sempre, non è un'esagerazione, ma la semplice verità: a dimostrarlo, senza ombra di dubbio, sono i numerosi reperti rinvenuti in più occasioni nel nostro territorio. Il famoso boccale d'argento di epoca romana "Gutturnium", casualmente pescato nelle acque del Po nel 1878; la statuetta bronzea raffigurante un "Ercole Bibace", datata I sec. d.C. ritrovata durante gli scavi archeologici a Veleja Romana nel 1760; il celeberrimo "Fegato Etrusco", reperto bronzeo che riproduce l'organo anatomico di un bovino e presenta diverse iscrizioni tra cui quella del dio etrusco del vino, datato II sec. a.C. e riaffiorato nel 1877 a Settima di Gossolengo, ed altri ancora. Durante i numerosi scavi archeologici furono ritrovati pure diverse viti fossili, vinaccioli, patere, pedali di origine senz'altro pre-romana.
Comunque l'influsso maggiore esercitato sull'allevamento della vite piacentino è quello greco: Piacenza rappresenta ancor oggi, infatti, l'ultima propaggine di un modo di coltivare la vite basso con le "carasse", con ceppi ravvicinati e forti potature, come si riscontra a ritroso, nel Piemonte, in Liguria, nel sud della Francia e nella Penisola Iberica.

 

La produzione 

Attualmente (in riferimento all'annata vendemmiale 2005/2006) la viticoltura piacentina si estende per circa 6.313 ettari di territorio agrario, per il 100% situata in collina fra i 150 e i 450 metri di altitudine. Gli ettari iscritti all'Albo della D.O.C. Colli Piacentini sono 4.515, cioè il 71,5% del totale.

Il numero delle aziende con viti sono circa 3.323. La produzione complessiva provinciale di uva si aggira attorno ai 600.000 q.li di media all'anno (resa media inferiore a  100 q.li/ha), da cui si ricavano ca. di 400.000 hl. di vino. La maggior parte delle aziende trasforma direttamente, seppur parzialmente, l'uva in vino; di queste circa 1.400 sono dotate di impianti e di attrezzature per la vinificazione ed il confezionamento del vino. La produzione reale rivendicata annualmente dei vini D.O.C., è di circa 226.000 hl. (media dell’ultimo triennio) , circa il 56% del totale provinciale. Il 40% del vino totale provinciale è commercializzato sfuso ed in damigiane, la restante parte è imbottigliata.

Sono presenti sul territorio provinciale due Cantine Sociali che trasformano circa 160.000 q.li di uva, pari a più di un quarto della produzione provinciale.

La D.O.C. Colli Piacentini risulta, considerando parametri quantitativi, essere sedicesima  su oltre 360 Denominazioni di Origine Controllata (il 2% del totale prodotto in Italia) e la prima a livello regionale (il 17% del totale prodotto in Regione Emilia-Romagna). Da un lato la quantità ridotta rispetto ad altre zone viticole, la produzione totalmente di collina e una tipologia di prodotto moderna e ben curata, dall'altro un rapporto qualità-prezzo-immagine ed una consistenza merceologica e commerciale basata sui vini D.O.C. (circa il 56 % del totale rispetto ad una media nazionale del 20%) permettono ai produttori piacentini di essere all'avanguardia sul mercato e di acquisire sempre più spazi commerciali e consensi dal consumatore.

 

Il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini


Parte del merito va anche al Consorzio di tutela dei Vini D.O.C. Colli piacentini, costituitosi nel 1986 sotto l'egida della Camera di Commercio di Piacenza, per iniziativa di 19 produttori, senza scopo di lucro. Il suo è un ruolo che si esplica essenzialmente in due direzioni: da una parte, su autorizzazione del febbraio 1992 del Ministero dell'Agricoltura (oggi Ministero Politiche Agricole), tutela, controlla e vigila sulla produzione; dall'altra parte, valorizza e svolge attività promozionali con azioni mirate per far conoscere e divulgare i vini D.O.C. Colli Piacentini.

Il Consorzio effettua annualmente le verifiche nelle aziende associate, vigila sulla denominazione, sulla qualità dei prodotti, sull'uso dei marchi e sul rispetto degli accordi di autodisciplina definiti dal Consiglio di Amministrazione ed approvati dall'Assemblea dei Soci.

Svolge in forza di  apposita convenzione camerale l’attività di prelievo dei vini atti a diventare  vini DOC, avvalendosi per le analisi chimiche di detti vini di un laboratorio autorizzato dal ministero ed accreditato SINAL, anche in questo caso con apposita convenzione; svolge attività di consulenza sull'applicazione delle prescrizioni stabilite dalle leggi comunitarie e nazionali in materia ed, inoltre, informa gli associati tramite l'house organ "Terra dei Vini". La verifica finale, naturalmente, è quella sul mercato al dettaglio. Il Consorzio, dunque, può effettuare in tutta Italia qualsiasi tipo di accertamento, ispezione e vigilanza sulla D.O.C. Colli Piacentini a qualunque livello della filiera produttiva, in piena collaborazione con gli uffici periferici della Repressione Frodi e dei N.A.S. Attualmente impegnato nel perseguimento della migliore qualificazione merceologica dei vini D.O.C. Colli Piacentini, dal 1993 al 1995 il Consorzio ha realizzato un'importante ricerca su gestione, organizzazione e prospettive della D.O.C. Colli Piacentini - passata da soli 3 vini D.O.C. negli anni '70 (Gutturnio, Trebbianino e Monterosso), agli 11 degli anni '80 (Gutturnio, Barbera, Bonarda, Trebbianino Val Trebbia, Sauvignon, Valnure, Pinot Grigio, Pinot Nero, Ortrugo, Monterosso Val d'Arda, Malvasia) agli attuali 18 (in aggiunta ai sopra indicati: Novello, Cabernet Sauvignon, Vin Santo, Vin Santo di Vigoleno, Chardonnay, Pinot spumante bianco o rosato, e le varie tipologie di Gutturnio riserva, classico, superiore), - rivelandosi nel contempo assai utile per definire la vocazionalità vitivinicola di certe sottozone idonee alla produzione di alcuni vini D.O.C. e le loro differenze organolettiche e chimico-fisiche.

 

Gli aderenti al Consorzio di Tutela


Attualmente il Consorzio è costituito da 130 ditte associate a cui vanno aggiunti i soci delle cantine sociali 640 soci produttori di vini D.O.C. Colli Piacentini che rappresentano la maggioranza produttiva rispetto a tutti i produttori locali così come la superficie a vigneto iscritto all’albo DOC ed agli ettolitri di prodotto certificato. Complessivamente i soci del Consorzio imbottigliano e commercializzano annualmente oltre 12.000.000 di pezzi (aventi capacità da 0,75 a 1,5 litri). La parte del leone è riservata principalmente a due vini: il Gutturnio e la Malvasia di Candia Aromatica, che vengono commercializzati rispettivamente in ca. 5.400.000 e ca. 2.000.000 di pezzi. Negli ultimi anni un grande impulso di vendita è stato registrato per un altro vino bianco tipico ed autoctono: l'Ortrugo con ca. 1.500.000 di pezzi, da segnalare in ripresa le vendite del barbera con ca. 650.000 pezzi. Il re dei Colli Piacentini resta comunque il Gutturnio nelle tre tipologie merceologiche: frizzante o tranquillo, se giovane; "superiore" e "riserva", se d'annata; "classico".

Altri elementi e dati consentono di indicare il settore vitivinicolo provinciale non solo come comparto agricolo trainante e consolidato (circa il 25% della PLV agricola), ma anche come una filiera di prodotto assai apprezzata dal consumatore e sul mercato.

 

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